Arriva un bastimento carico carico di…Google Editions

L’edizione di quest’anno della Fiera della piccola e media editoria di Roma ha dedicato ampio spazio agli e-book e all’editoria digitale. Al piano interrato è presente un “corner” organizzato da Simplicissimus Book Farm con i device di lettura disponibili in italia (Cybook Opus, iRex DR1000S, iLiad 2nd edition e Bebook eReader tutti distribuiti da SBF; il Kindle di Amazon e un iPhone Apple).
Nell’area denominata incomprensibilmente (nel senso che di bibite ci sarebbe stato un gran bisogno) digITAL Cafè si svolge un programma fitto di conferenze sull’editoria digitale.

Ad aprire le danze è Luciano Simonelli che presenta l’offerta del suo ebooksItalia: offrire a chiunque lo richieda il know-how completo sulla realizzazione degli e-book in qualsiasi formato. In modo urlato e un po’ forsennato dice una cosa giusta Simonelli: perché pagare un service per fare quello che chiunque, con un “tecnico” dedicato, può fare in casa (la digitalizzazione)? In effetti, soprattutto in queste fasi iniziali, l’e-book DEVE costare poco sia per il pubblico che per gli editori; inserire intermediari non indispensabili non ha senso.

Segue l’intervento di Santiago De La Mora, capo di Google Libri Europa, che presenta agli editori italiani Google Editions, già annunciato alla Buchmesse di Francoforte, e che sarà lanciato entro la metà dell’anno prossimo.
Google Editions sarà qualcosa di molto simile all’attuale Google Books dove sarà possibile, però, acquistare tutti i titoli che i vari editori decideranno di rendere disponibili sulla nuova piattaforma. Uno shop on-line in sostanza, dove sta la novità? Le novità sono, in effetti, due:

Il formato: ovviamente stiamo parlando di libri digitali, ma non di e-book in senso stretto: i libri acquistati non verranno scaricati su un device, bensì saranno archiviati nel proprio account Google. Potranno così essere letti ovunque: computer, laptop, smartphone E e-book reader (sicura la compatibilità con il reader Sony). Inoltre, grazie alle novità che arriveranno con la piena implementazione dell’html 5 sarà possibile consultare i volumi della propria libreria anche off-line.

Tre diversi modelli di business che presumibilmente faranno cascare nella rete anche gli editori più scettici:
il primo modello è quello che riguardo l’acquisto diretto dalla piattaforma Google: in questo caso le percentuali sono divise 37% a Google, 63% all’editore
secondo modello: una libreria on-line che sceglie di sfruttare Googles come partner tecnologico e inserisce fra le possibilità di acquisto anche il formato Google Editions: 45% all’editore 55% fra Google e lo shop
il terzo modello vede Google unicamente nei panni di partner tecnologico per i siti delle case editrici: in questo caso le percentuali non sono ancora state stabilite ma Santiago assicura saranno minime per Google

Infine Antonio Tombolini presenta l’offerta di Simplicissimus Book Farm: conversione, produzione, distribuzione e vendita di e-book per conto degli editori. Il costo del “servizio completo” è da calcolarsi attorno ai 200€ per un volume di 200 pagine e include la conversione da carta o file di testo in .epub (per il formato .acw proprietario di Amazon bisogna aggiungere 10 centesimi a pagina) e la distribuzione garantita dalla piattaforma stealth (che promette di semplificare la gestione della presenza dei propri titoli su i vari shop on-line). Per convincere gli editori a fare questo investimento SBF dichiara di accollarsi i rischi dell’operazione: i 200€ l’editore non li deve tirare fuori subito ma gli vengono scalati dalle ipotetiche vendite. In questa maniera se l’e-book non vende a sufficienza da ripagare i costi di produzione l’editore non deve tirare fuori un euro. In conclusione Tombolini, facendo appello alla long tail teorizzata da Chris Anderson, incita gli editori a convertire i propri cataloghi in massa.

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