Standard e-book

Caratteri mobili

Internet non ha soppiantato la televisione, come questa non ha soppiantato il cinema e il cinema non ha soppiantato il libro. Nemmeno gli e-book rimpiazzerranno i libri: gli e-book sono libri, solo in forma diversa.

E’ vero che fare previsioni in campo tecnologico è spesso controproducente ma di questo sono sicuro (e anche Joe Clark): il destino dei formati non-html è stato compromesso da iPad e HTML5.

[il seguente articolo è frutto di una libera traduzione e personale reinterpretazione di quello pubblicato da Joe Clark su A List Apart]

Per fortuna ci si sta rendendo conto di una cosa già da tempo evidente: l’HTML è perfetto per la parola scritta. Il web è basato principalmente sulla scrittura e l’HTML è in grado di gestirla molto bene.
Certo bisogna avere ben chiaro in mente che non si tratta di parole stampate e che quindi le consuete regole tipografiche non valgono ma che bisogna inventarne e sperimentarne di nuove.
Non si tratta di una generica esaltazione dell’HTML:

  • L’ePub, lo standard internazionale per gli e-book, di fatto è HTML (XHTML 1.1 con alcune piccole restrizioni)
  • Ogni lettore di e-book attualmente in commercio è compatibile con il formato ePub (i file .AZW supportati dal Kindle di Amazon ne sono una variante chiusa)

Tutti i “normali” libri di fiction e buona parte di quelli di non-fiction possono essere eccellentemente resi a schermo con e-book generati via HTML. Certo se l’editing di un libro cartaceo deve enfatizzare al massimo le caratteristiche e peculiarità libresche (risoluzione, materialità, collezionabilità) quello di un libro elettronico dovrà fare altrettanto per quel che riguarda quelle proprie del formato (economia, liquidità, indicizzazione, funzione di ricerca, ipertestualità).

Metodi di produzione

Centinaia se non migliaia di e-book saranno resi disponibili in Italia (negli USA tutto ciò è già successo) dalle case editrici dopo una conversione al “formato elettronico” tramite scansione dei libri cartacei e trasformarmazione in file di testo con OCR. Con questo metodo errori di copia sono così frequenti che gli e-book saranno la prima categoria di libri nella storia dell’umanità a poter essere restituiti in quanto difettati.
Perché gli editori dovrebbero scansionare le copie fisiche?
Anche se al giorno d’oggi tutti i libri sono editati al computer, spesso gli editori non trovano più i file o non li possiedono affatto (perchè l’editing è stato esternalizzato). Piuttosto che andarsi a cercare i file si preferisce mandare i testi a scansionare al minor costo possibile .
Sono nati così una moltitudine di servizi per la digitalizzazione: Kobo promette conversioni per appena 29$ a titolo.
Con prezzi così bassi è impossibile ipotizzare titoli con un buon mark-up e privi di errori.

L’ideale sarebbe che gli autori scrivessero direttamente in HTML in modo che un manoscritto sia immediatamente convertibile in un libro (cartaceo/digitale). A questo punto il file può anche essere importato in quel fossile che l’editoria ancora si rifiuta di abbandonare: Microsoft Word.
HTML–>Word–>InDesign è un flusso di lavoro di provata efficacia con il valore aggiunto di poter generare un PDF con metadati e una buona semantica.

Lo so, sto vaneggiando.
[to be continued…]

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